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La Cineteca Sarda/Società
Umanitaria è stata improvvisamente
estromessa dal progetto regionale per la
realizzazione di un'istituzione dedicata
alla archiviazione e alla diffusione della
conoscenza del cinema in Sardegna. Inizialmente
si è assistito ad un accordo preliminare
nell'atto fondativo, datato settembre 2006,
in cui era chiara la decisione della Giunta
Regionale Sarda di promuovere la costituzione
della Fondazione "Cineteca
regionale sarda", riconoscendo
l'importanza dell'attività
quarantennale della Cineteca Sarda
della Società Umanitaria.
Ma il successivo schema di Statuto della
Fondazione, approvato il 20 dicembre 2007,
non riconosce e non determina in maniera
chiara e definita il ruolo del Centro di
Servizi Culturali di Cagliari della Società
Umanitaria. Recita così il documento
della petizione promosso
dal Centro Regionale Sardo della FICC, (Federazione
Italiana dei Circoli del Cinema) Il Cineclub
FedIC, (Federazione Italiana Cineamatori),
Cagliari L'ARCI-UCCA, (Unione dei Circoli
del Cinema ARCI), prov. Cagliari, Il MCE,
(Movimento di Cooperazione Educativa), Sardegna,
Il CIDI, (Centro di Iniziativa Democratica
degli Insegnanti), Cagliari Il Lend (Lingua
e Nuova Didattica).
Il documento è stato presentato ufficialmente
lunedì 16 giugno al Teatro
Adriano congiuntamente ad un concerto
gratuito a sostegno dell'istituzione al
quale hanno partecipato tra gli altri Mauro
Palmas, Elena Ledda e Gavino Murgia,
musicisti che collaborarono per la sonorizzazione
del film "Cainà",
pellicola riscoperta e restaurata dalla
Cineteca. Ci troviamo quindi ancora una
volta sconvolti dalla leggerezza con cui
le istituzioni si relazionano con chi in
Sardegna ha lavorato per anni nell'ambito
della promozione culturale. La Cineteca
Sarda/ Società Umanitaria è
infatti un centro di servizi culturali che
opera in Sardegna sin dal 1966.
LE
IMMAGINI DEL CONCERTO (foto di Donatello
Tore)
Una vera e propria istituzione che ha contribuito
alla formazione di registi, docenti universitari
o più semplicemente di persone che
grazie ad un approccio critico e condiviso
al cinema o più in generale all'audiovisivo
hanno potuto allargare il proprio orizzonte
di conoscenza. Il lavoro della cineteca
è stato fondamentale nel supportare
l'attività didattica tramite il medium
audiovisivo, mettendo a disposizione attraverso
un efficace sistema di prestiti un numero
ingente di pellicole concesse gratuitamente
in uso a scuole e circoli del cinema sparsi
per tutta l'isola, comprese le più
remote comunità paesane. Inoltre
la cineteca ha sempre mantenuto una spiccata
attenzione verso l'archiviazione, riuscendo
a costruire un imponente archivio nell'isola
e sull'isola, specialmente a partire dal
1987, momento in cui iniziò un progetto
organico di raccolta di materiale sulla
Sardegna che oggi ha superato la quota di
1700 opere. Si tratta di
un patrimonio sconfinato, raccolto grazie
all'unico motore che può consentire
uno sforzo simile utilizzando risorse minime.
La passione e la curiosità
intellettuale.
La storia della conoscenza probabilmente
non ha mai avuto un momento di crescita
così rapida e così condivisa,
basti pensare all'esempio del cosiddetto
web 2.0, in cui la responsabilità
dei contenuti è incentrata su una
rete basata sulla comunità, come
nel caso di Wikipedia. Si tratta del lavoro
di tanti che uniti dalla stessa sete di
sapere lavorano per produrre una visione
condivisa e approfondita del mondo. Invece
sembra che agendo in questo modo si stia
tentando di escludere da un progetto una
rete di saperi già esistente e fondata
sui rapporto interpersonali, pluriculturale
e multigenerazionale, affidando la gestione
di un patrimonio non a chi sa e sa fare,
ma alla lentezza degli ingranaggi della
politica e della burocrazia. Un po' come
il problema della Digital Library. Un progetto
imponente, di sicura risonanza internazionale
per via della notevolissima quantità
di materiali messi a disposizione, ma che
purtroppo pecca dell'assenza di un pensiero
organizzativo finalizzato ad una fruizione.
Un deposito del genere serve a chi sa già
cosa cercare ma è completamente inutile
a chi invece vorrebbe farsi un'idea sulla
cultura della Sardegna ma non ha nessuno
che lo prenda per mano e lo indirizzi verso
un percorso di crescita e di conoscenza.
La presenza di una realtà come la
Cineteca Sarda ha consentito che questo
percorso fosse svolto condotti passo passo
da persone competenti e appassionate, come
Giuseppe Pilleri o Antonello Zanda
che hanno dedicato molto del loro tempo
esistenziale a rendere vitale un archivio,
come quello della Cineteca, che al giorno
d'oggi viaggia alla cifra di 5000
prestiti annui. Inoltre un'istituzione
del genere ha consentito di mantenere la
buona usanza del cinema come fatto sociale,
la visione condivisa contrapposta al consumo
individuale di opere cinematografiche, spesso
scaricate da internet e nella maggior parte
dei casi accumulate più per un desiderio
di possesso che per una reale esigenza di
fruizione.
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